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Agro/Vesuviani, estorsioni e droga: stangato il clan Pesacane con 164 anni di condanne Provincia Provincia e Regione 

Agro/Vesuviani, estorsioni e droga: stangato il clan Pesacane con 164 anni di condanne

Oltre 164 anni di reclusione per 19 imputati ritenuti esponenti del clan Pesacane di Boscoreale accusati di estorsione e spaccio di droga: reati aggravati dal metodo mafioso. Una sentenza con il rito abbreviato emessa dal gup Maria Laura Ciollaro di Napoli che ha quasi rispettato la richiesta del pm dell’Antimafia partenopea  Valentina Sincero. Due le assoluzioni. La vicenda è quella del blitz di ottobre 2023, con arresto di Gabriele Sandro Pesacane avvenuto due mesi dopo, contro il rinato clan Pesacane, che si sarebbe mosso tra Boscoreale, Scafati e Boscotrecase, dove-secondo l’accusa- aveva sancito un patto di non belligeranza con i Gallo-Limelli-Vangone dopo i primi screzi e il rischio di una faida di camorra, rifornendosi di droga  dalla sorella del defunto capoclan. Il pizzo era imposto a diversi imprenditori e commercianti fino a Terzigno, Scafati e Trecase. Tra le vittime c’erano negozianti del Vesuviano e anche agenzie funebri della zona, così come era stato imposto il versamento del 5% dei ricavi a una azienda che forniva le slot ai centri scommesse d Boscoreale e Boscotrecase. Da piccoli prestiti anche di poche centinaia di euro, le vittime erano costrette a restituire di interessi migliaia di euro, senza mai estinguere il debito contratto con «Sandro» Pesacane. Il titolare di una tipografia, un fruttivendolo, il proprietario di un supermercato, alcuni operai, un meccanico, un macellaio, un ristoratore, un rivenditore di auto, addirittura un contadino, un panettiere, un imprenditore edile: erano decine le vittime di usura, sotto scacco dei Pesacane.  Ora la sentenza di primo grado emessa dal gup Ciollaro del Tribunale di Napoli.

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